Seduto sulla scrivania come al solito stracolma di cianfrusaglie mi metto davanti un foglio “virtuale” bianco e scrivo per la mia mamma “La garza ladra”. […]
Una donna-bambina, con una vita travagliata […]. Mai avrebbe sognato di sposarsi, avere figli, esser felice […].
Un uomo, anch’egli non avrebbe mai creduto di riuscire ad avere una famiglia. […]
Vorrei poter dire che vi è stato un solo evento che ha cambiato la nostra vita, ma non è così.
“La garza ladra” fu uno di questi ma sarebbe sbagliato definirlo il principale.
Il 12 gennaio 1984 nevicò tanto. Così mi ha sempre ripetuto mamma. […]
La scema della famiglia, che nessuno avrebbe mai voluto, la “malata”, d’animo e corpo, c’era riuscita a dispetto di tutto e tutti. Ebbe tra le mani il suo Gesù bambino…
Nonostante tutto… sempre e comunque una grande “Famiglia”
Ancora il gonfiore che ad aprile era un piccolo fibroma divenne poi “Ernia” (diagnosi dello stesso medico del fibroma). […]
Insomma nella degenza di dieci giorni del 30 agosto 1996 – 11 settembre 1996 la garza, la ladra, venne scoperta dagli stessi medici che ben dodici anni prima l’avevano dimenticata nel ventre di quella donna-bambina che non venne mai creduta: allora… mia mamma non stava sempre male… per niente…
Il primo tentativo di seguire il caso da vicino fu fatto nel 2001 ma poi nel luglio dello stesso anno iniziarono a manifestarsi in maniera persistente gli attacchi di panico quindi dovetti desistere. [l'ex avvocato disse] «Metà mese è il quindici e non il quattordici» ed aggiunse «oggi si sarebbe dovuto fissare un appuntamento, insomma non era questo il giorno del colloquio». […]
Definitivamente decisi d’accordo con i miei di cambiare avvocato.
[…]. L’errore fa parte della natura umana altrettanto quanto le grandi scoperte.
[…]. La lunghezza di un processo, al 27/01/2009, ancora in corso e chissà per quanto…
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